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Web: la nonnina che «viaggia» a 40 giga Sigbritt Lothberg dispone della connessione di banda più veloce del mondo. Grazie a un accordo «furbo» del figlio con la Cisco KARLSTADD (SVEZIA) - Pensate che la connessione web più veloce del mondo fosse nell'ufficio di qualche guru dell'informatica come Bill Gates? In questo caso siete parecchio fuori strada. L'unica persona al mondo che riesce a navigare a «40 giga» è infatti un'arzilla 75enne di Karlstad (Svezia): Sigbritt Lothberg. La signora, seduta al suo Pc - si legge sul quotidiano svedese «Local» - può scaricare in un attimo Dvd tra gli oltre 1500 canali della sua tv via internet ad alta definizione. Ma non è tutta farina del suo sacco: è stato suo figlio Peter Lothberg che di mestiere fa l'imprenditore nel mondo del web, a fare un accordo con la Cisco System per dimostrare le straordinarie potenzialitùà della fibra ottica e ha pensato bene di «ingaggiare» l'arzilla madre. Le ha intestato la connessione superveloce e si è seduto in poltrona. Niente soldi spesi per la pubblicità, certe notizie - si sa - corrono da sole. E così la storia della 75enne tecnologica ha fatto il giro del mondo. Corriere.it |
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L'anniversario della strage di via D'Amelio Borsellino, 15 anni dopo. Omaggio a Palermo Morirono Paolo Borsellino e gli agenti della polizia di Stato che gli facevano da scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cusina, Claudio Traina e Vincenzo Limuli Corriere.it - Repubblica.it - LaSicilia.it - tgCom.it - LaStampa.it |
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![]() Video e votazioni online tra le quattordici Springfield degli States. La vincitrice ospiterà la prima del nuovo film Probabilmente nessuna di loro ha una centrale nucleare che domina il panorama, una montagna di pneumatici che brucia ininterrottamente da tempo immemore, un picco inaccessibile e perennemente coperto da nubi tempestose a due passi dalla main road, un lago e perfino il deserto ai propri confini e il mare dietro l’angolo. Eppure le quattordici Springfield d’America, disseminate in altrettanti Stati Usa, hanno qualcosa in comune: tutte quante aspirano a diventare nella realtà la città dei Simpsons, la famiglia più scalcinata degli States inventata dalla matita di Matt Groening, che sta per approdare al grande schermo con un attesissimo film con protagonisti in carne ed ossa. Homer e la sua banda abitano in una fantomatica Sprinfield che non ha una precisa collocazione geografica nel territorio statunitense. Ma da sempre i fan della serie a cartoon cercano di individuare l’esatta location in cui Groening fa vivere i suoi sconclusionati personaggi dalla faccia gialla. Ora che cresce l’attesa per l’uscita nelle sale del nuovo film- l'appuntamento è per il 27 luglio -, la caccia alla «vera» Sprinfgield simpsoniana è ricominciata con ancora più vigore. Le quattordici Springfield reali si sono messe in competizione tra loro per ereditare dalla Sprinfgield virtuale il titolo di città dei Simpson, e con esso il diritto a sfruttare economicamente con gadget, turismo e marchandising la popolarità conquistata sul campo dal più famoso cartoon della tv. Ciascuna di loro ha realizzato un video di presentazione. I filmati sono visibili sul sito di Usa Today , dove fino al 9 luglio prossimo sarà anche possibile votare per scegliere la propria Springfield preferita. La vincitrice avrà il diritto di ospitare la prima «casalinga» del nuovo film. Lo stesso Groening ha annunciato che fornirà qualche indizio per individuare la «vera» Sprinfield, anche se nel corso degli anni si è divertito a inserire nelle varie puntate della serie una lunga serie di suggerimenti controbilanciati da altrettanti depistaggi. Come quando ha fatto definire i Simpson una classica famiglia del Kentucky Settentrionale (dove esiste davvero una Springfield che, tra l’altro, sorge a non molta distanza da una cittadina chiamta Shelbyville, presente anche nei cartoon e citata come la città rivale di Springfield). Ma in altri casi sono state date coordinate geografiche o mostrate inquadrature tali – come ad esempio una dallo spazio - da far pensare che la città del cartoon si trovi in una zona nel nord-est degli Usa. La scuola di Bart e Lisa, in un episodio, è poi stata definita un istituto del Missouri. Secondo molti, tuttavia, la vera Springfield sarebbe in realtà nell’Oregon, lo stato in cui il papà dei Simpson è cresciuto. E non si tratterebbe della Springfield che veramente esiste, bensì di una Portland – la città di Groening – in incognito. L’autore, dal canto suo, si era sempre rifiutato di indicare una città precisa quale patria delle sue creature e aveva spiegato che la scelta del nome era stata dettata proprio dalla necessità di non rendere troppo riconoscibile una località piuttosto che un’altra. Come dire: scegliamo una località molto diffusa affinché nessuna possa essere individuata come quella reale. La grande abbondanza di Springfield negli Usa diventa però ora materia del contendere e di un’appassionante gara che sta già coinvolgendo blog e gruppi di pressione. Chi vincerà? Il web americano è già in subbuglio. USAToday - Corriere |
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Alle 18 negli Usa è iniziata la vendita del nuovo gioiello. In migliaia, per giorni, hanno atteso davanti ai negozi Apple CI sono voluti 5 mesi, 20 giorni e qualche ora. Ma l'iPhone, il supertelefonino multimediale della Apple, è arrivato: ha esordito sul mercato statunitense alle 18:00 di ieri, ora locale, la mezzanotte in Italia, in un clima di attesa frenetica. Saranno contenti i fan statunitensi della mela che aspettavano davanti ai negozi ormai da giorni. E sarà contento anche Steve Jobs, che è riuscito, letteralmente, a mettere in fila l'intera America. Merito di una campagna di ghost-marketing senza precedenti nella storia della telefonia. Per le nove del mattino, di fronte al cubo di cristallo del negozio Apple su Fifth Avenue si era creata una fila di circa 160 persone. Anche Steve Wozniak, detto Woz, co-fondatore della Apple, ha aspettato come tutti gli altri. "E' da 30 anni che non faccio una fila così lunga - ha spiegato l'altro Steve, che indossava una maglietta con scritto "la fila comincia qui" - dall'ultimo concerto dei Rolling Stones a cui sono andato". "Non ci sono trattamenti di favore", spiegano da Cupertino. E neanche le star sono sfuggite alle legge della fila. Il pr di Cher è stupito: "Ma Oscar e Grammy - si chiede scherzosamente - non ti garantiscono la precedenza?". E così, anche la superstar (o meglio, il suo assistente) è stata costretta ad aspettare, come tutti gli altri. I principali produttori di telefonini e di palmari sono preoccupati, e hanno tutti gli occhi puntati sul nuovo prodotto della casa dalla mela, che punta a entrare da big player nel mercato della telefonia: "Vogliamo vendere 10 milioni di unità nel primo anno", ha annunciato Jobs. E a alcuni analisti si spingono anche oltre prevedendo che iphone potrebbe raggiungere quota 45 milioni in appena due anni. Per Steve Jobs è l'apice. Il trionfo per cui ha lavorato da quando è rientrato, nel '97, alla Apple. Lo avevano estromesso nel 1986, perchè il consiglio d'amministrazione riteneva che la sua politica "visionaria" danneggiasse l'azienda. Dal suo rientro, però, ha mietuto un successo dopo l'altro. Proprio grazie alle sue visioni. Con l'iMac, ad esempio, il primo computer all-in-one. E con il famosissimo, vendutissimo iPod, il cui mercato ha ormai un valore di 10 miliardi di dollari. E, adesso, con l'iPhone. Che già prima di essere messo in vendita ha fatto salire del 30% il valore delle azioni Apple. Solo oggi, il giorno dell'immissione nel mercato, i titoli di Cupertino sono volati a più di 122 dollari, segnando un +1,23%. Figuriamoci dopo. Repubblica |