giovedì 5 aprile 2007
Le solite storie

"La Ue costringerà Microsoft
a rivelare i segreti di Windows"


Il colosso informatico Microsoft sarà
costretto dalla Commissione europea
a rivelare alla concorrenza i segreti del
proprio sistema operativo Windows.
E il tutto senza chiedere alcun compenso.


E' quanto scrive oggi il presigioso quotidiano finanziario inglese Financial
Times citando un documento riservato. Una rivelazione che ha registrato
una immediata e ufficiale reazione dell'azienda di Redmond.
Un portavoce di Microsoft replica al Financial Times affermando che il
suo gruppo "risponderà esaustivamente entro il 23 aprile alle obiezioni
sollevate dalla Commissione. Riteniamo - continua - di essere in regola
con le decisioni del marzo 2004 e che i nostri protocolli siano ragionevoli
e non discriminatori". Da Bruxelles, invece, nessuna reazione.
La commissione europea preferisce non commentare la notizia rivelata
dal quotidiano britannico.
Questa accelerazione del contenzioso tra la Microsoft e l'Ue arriva dopo
che l'esecutivo europeo aveva richiesto a Microsoft - già condannata per
abuso di posizione dominante - di adeguare le licenze sulle informazioni
del suo sistema operativo Windows.
Attualmente la Microsoft richiede alle società che vogliono utilizzare il
suo sistema operativo il 5,95% delle entrate sui sistemi operanti.
La commissione invece aveva chiesto a Microsoft di applicare royalty
molto più basse.
Secondo il Financial Times, Ibm, Oracle e Sun hanno fatto rilevare a
Bruxelles che i prezzi applicati da Microsoft sono troppo elevati e la
stessa commissione, secondo il Ft riconosce che "i prezzi richiesti da
Microsoft sono proibitivi e non consentono di sviluppare prodotti che
avrebbero prospettive di business fattibili". (Repubblica)


"Apple
nel mirino della Commissione Ue
Sotto accusa le restrizioni di iTunes"


La Commissione europea torna a
occuparsi di iTunes, il negozio
online di Apple.


Bruxelles mette sotto accusa il gigante Usa dell'informatica e alcune
tra le principali case discografiche per le limitazioni imposte alle
vendite di prodotti musicali online da iTunes.
E contesta l'accordo tra la società statunitense e le aziende del
settore per cui i consumatori possono acquistare musica solo nei
negozi online del Paese di residenza, violando quindi la legislazione
comunitaria. La Apple replica che non vi è stata alcuna violazione
di norme europee.
I consumatori, si legge in un comunicato dell'Antitrust Ue, possono
acquistare i brani musicali solo dal negozio online iTunes nel loro
Paese di residenza. Per questo, prosegue la nota, le scelte dei
consumatori relative al luogo in cui acquistano la musica sono
soggette a "restrizioni".
Quindi, questa politica condiziona l'offerta e il prezzo della musica
disponibile in un determinato mercato.
La decisione di Bruxelles di inviare le dichiarazioni di addebiti, ha
osservato Todd, è stata presa sulla base di tre fattori principali.
Anzitutto, perché i "consumatori possono comprare musica solo da
un 'negozio' iTunes nel loro Paese di residenza".
C'è poi la questione della differenza di prezzo dei singoli brani tra
un Paese e un altro, ha aggiunto, oltre al "fatto che non si possono
acquistare gli stessi brani musicali in tutti i negozi iTunes".
Todd ha quindi fornito qualche esempio sulle differenze di prezzo dei
brani musicali. Nella zona dell'euro, ha detto, iTunes offre i brani
musicali "a 99 centesimi l'uno, ma nel Regno Unito ogni brano costa
l'equivalente di circa 1,17 euro, quindi il 18 per cento in più rispetto
alla zona dell'euro, mentre in Danimarca costa circa l'otto per cento
in più al cambio attuale".
I consumatori, quindi, "non possono scegliere il miglior prezzo e questo
è il problema", ha sottolineato. "Il fatto che i consumatori non possano
comprare lo stesso brano musicale allo stesso prezzo e in alcuni casi
che non possano affatto acquistare lo stesso brano è un problema per
la commissione" ha ribadito.
"Secondo noi, questa è una pratica restrittiva".
In un breve comunicato diffuso in mattinata, la Apple ha indicato di non
avere violato la legislazione europea. "Apple ha sempre voluto proporre
un negozio iTunes unico e paneuropeo" si legge nella nota, "accessibile
in tutti gli stati membri, ma le case discografiche e gli editori ci hanno
spiegato che vi erano alcune restrizioni legali ai diritti che potevano
accordarci". E dunque, prosegue il comunicato, "noi non riteniamo che
la Apple abbia fatto alcunché che violi le norme europee. Continueremo
a lavorare con l'Unione Europea per risolvere la questione".
La Apple gestisce una serie di negozi iTunes in tutta l'Area economica
europea che vendono musica scaricabile da Internet.
L'azienda Usa verifica il paese
di residenza dei consumatori attraverso la carta di credito impiegata.
Se, ad es., si vuole acquistare musica da un negozio iTunes italiano,
l'acquirente deve possedere una carta di credito emessa da una banca
con indirizzo in Italia.
Bruxelles non ha rivelato i nomi della case discografiche, ma secondo
indiscrezioni, tra le aziende interessate figurano la Sony Bmg Music,
la Universal Music Group, la Warner Music e la Emi Group Plc.
La Apple e le società coinvolte hanno adesso due mesi per rispondere
per iscritto alle obiezioni della Commissione.
Può quindi chiedere un'audizione, che di solito ha luogo un mese dopo
la risposta scritta.
Infine la Commissione potrà decidere se imporre o meno una multa,
che può raggiungere il 10% del fatturato mondiale della società sotto
accusa.
Bruxelles, tuttavia, sottolinea che la lettera non accusa Apple di abuso
di posizione dominante e non riguarda l'uso del suo sistema di
gestione dei diritti digitali per controllare i diritti di scaricare musica da
negozi online iTunes.
In effetti la Apple è criticata anche perché la musica scaricata dai negozi
iTunes è al momento leggibile esclusivamente sugli iPod prodotti dalla
stessa Apple, mentre varie associazioni di consumatori chiedono che
siano utilizzabili anche su lettori musicali di produttori terzi.
Lo scorso febbraio la Norvegia ha dichiarato illegali tali limitazioni e ha
dato tempo ad Apple fino al primo ottobre per cambiare la situazione.
(Repubblica)

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posted by pulpvincenzo at 10:19 | Permalink |


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